Grovigli

Il primo giorno di scuola dello scorso anno, ovvero il primo nella sua scuola Londinese, Neri all'intervallo non si dava pace e correva per il cortile della scuola chiedendo disperato agli insegnanti: "Dove è l'erba? Dove è l'erba?????" Intorno a lui, cresciuto fino a quel momento in un paio di paesini della provincia rurale inglese, solo catrame.

L'anno scorso una mamma di un compagno di classe che li aveva accompagnati a una gita mi disse che lui le aveva stretto la mano per tutto il tempo. Lei lo interpretava come una "chiara necessità di Neri di avere maggiore contatto con lei che era una figura femminile". Ho presto imparato a rispedire offerte questo tipo subito al mittente. Abbiamo delle splendide amiche in C. e D. (la pompiera e la tecnica di laboratorio) che hanno un'influenza meravigliosa sui bambini e certo non abbiamo bisogno dell'intervento, non richiesto, di una mamma di un compagno di scuola per sopperire a ruoli femminili. Nelle mie notti insonni mi chiedo spesso come ha fatto a pensare di competere con una pompiera e sua moglie scienziata applicata?

Nonostante le cose siano migliorate, ultimamente a scuola Neri alza le mani e la voce abbastanza spesso. Sono rientrato a lavorare da cinque settimane e la cosa non gli è andata giù proprio tanto bene. La tata che si prende cura di loro è un angelo, ma ciò non toglie che N&L si siano sentiti di nuovo un po' abbandonati. La fatidica frase "mi avevi detto che saremmo stati insieme per sempre" di cui avevamo sentito parlare è venuta fuori anche con noi.  Alla quarta telefonata dalla scuola per discutere il suo comportamento, ci siamo decisi di andare a trovarli e spiegargli un po' meglio che i metodi che funzionano con altri bambini, talvolta con chi ha avuto problemi di attaccamento ottengono il risultato opposto. Fortunatamente la maestra si sta dimostrando molto collaborativa e piano piano stiamo risalendo la china.

Ieri però era una di quelle mattine "no", o meglio "NO!" urlato in risposta a qualunque cosa. Sono spiazzanti perché è impossibile fargli fare qualunque cosa a cominciare dal togliersi il pigiama. Invece che continuare ad arrabbiarmi di tutte le cose che NON voleva fare, stremato alla fine gli ho chiesto: "a Ne' ma che c'hai si può sapere?".

"Un groviglio!" mi risponde lui "un groviglio qua!" indicandomi la pancia.  "E perché?" gli chiedo allora. "Perchè tutto questo intorno a me? Perché sono qui e non sono con la mia famiglia di nascita?".
Fortunatamente i servizi sociali ci hanno preparato bene sull'argomento, in quanto a temi e a riflessi. "Non l'hai scelto tu e non ne hai colpa, ma i tuoi genitori di nascita hanno fatto delle scelte che hanno portato a che tu e tuo fratello siate qui con noi. La cosa migliore da fare adesso è  godersela tutti insieme al meglio."
Sciolti i grovigli, il resto del finesettimana si è rivelato uno dei migliori degli ultimi tempi, vediamo domani.

I bambini adottivi hanno bisogno di chi gli possa sciogliere i grovigli, non per forza sotto forma di due genitori di sesso diverso.



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