come out every day

"Il passato è nel passato" canta Elsa in Frozen, ed anche per noi viene il momento di guardare avanti. Come ho già detto altrove, i motivi che hanno portato N&L ad essere con noi sono tanti e lasciamo a loro spiegarveli, se lo vorranno, quando saranno più grandi.

Qualche giorno fa abbiamo fatto una cosa che in altri tempi sarebbe stata impensabile: abbiamo acconsentito ad incontrare mamma e nonna della famiglia di nascita di Neri e Lapo. Un incontro solo, in presenza delle assistenti sociali, in una città diversa dalla nostra e dalla loro, non per parlare degli errori passati ma solo di N&L. Ho tentennato per diverso tempo perché volevo in qualche modo punirla, ma poi ha prevalso la ragione dell'altro babbo. Per fortuna lui mi rende più umano.

All'incontro c'eravamo solo noi due babbi, Neri e Lapo per il momento non ne sanno nulla. A tempo debito parleremo dell'incontro e mostreremo loro la foto che ci ritrae tutti insieme.  Abbiamo raccontato come stanno crescendo, cosa gli piace fare ed un po' di dettagli per rassicurarle che li stiamo aiutando a mantenere vivi i ricordi. Parliamo il più possibile del passato con N&L, onde evitare che imbottiglino tutto e se lo ripresentino, fermentato, fra qualche anno.

Quando come tutti gli adolescenti inizieranno a chiedersi "chi sono io?" ci sbatteranno la porta in faccia come molti di noi hanno fatto. A quel punto potremo far scivolare sotto la porta la foto e rassicurarli per cinque minuti che un passaggio del testimone c'è stato. Ovvio, non faremo proprio così, ma il gesto spiega il messaggio.
Incontri di questo tipo, che non sono obbligatori e che, per quanto caldeggiati, non sono la norma, dimostrano come sia diversa l'adozione al giorno d'oggi in Regno Unito.

Ce l'abbiamo fatta! Rimbecillito da mesi di Masha e Orso in Italiano, Lapo ha pronunciato la sua prima frase compiuta in Italiano: a Neri che si metteva Enno il suo Sorgenfresser a mo' di barba, ha risposto "Che beeeeelllo". La mattina dopo a colazione ci ha spiegato che Masha lo dice sempre. Grazie Masha, sei fra i cartoni più brutti della storia, ma te ne devo rendere merito.

Continuo a leggere con crescente disgusto le "annunciazioni" su giornali e tv di personaggi dello spettacolo che sparano a zero su famiglie omogenitoriali come la nostra. Serpeggia l'idea, in queste menti sbagliate, che non appena un minimo di diritti civili fossero riconosciuti anche in Italia, frotte di uomini e donne accorrerebbero seminudi agli sportelli dei servizi sociali e nelle case famiglia a reclamare il diritto di portarsi a casa un bimbo o due.

Per quanto mi riguarda, credo sia un bene che il DDL Scalfarotto si sia arenato così gli omofobi possono continuare a insultarmi con frasi sconclusionate su cui un giorno finalmente potremo ridere. E' però vero che non vivo in Italia e che la mia pelle è formata da diversi strati di teflon. E' per tutelare chi non ha una pelle come la mia che l'Italia ha sempre bisogno di una legge che contrasti l'omofobia. Accetto le unioni civili solo turandomi il naso come misura di emergenza per rispondere alle necessità immediate di molti italiani e per ridare un po' di speranza al movimento di la difesa dei diritti delle persone omosessuali, perso per troppi anni dietro alla cattiva gestione e alle promesse del reuccio bolognese (Franco Grillini). L'adozione del figlio biologico del/della partner può dare un aiuto concreto alle tante famiglie che sono costrette a vivere nel vuoto normativo con espedienti talvolta tacciati come illegali.

C'è concetto tanto semplice quanto fondamentale che pochi apprezzano. In nessun paese al mondo uomini e donne gay hanno "diritto di adottare". Hanno semmai "diritto" a non essere discriminati sulla base del loro orientamento sessuale nel processo di selezione dei genitori adottivi. Da tempo sono convinto che la disciplina delle adozioni in Italia debba essere ridisegnata in molte sue parti e mi auspico che anche questo aspetto venga affrontato. Essere un genitore è un incarico difficile, tanto più se la società in cui vivi non ti accetta come individuo prima che come famiglia. Senza voler fare una graduatoria, essere un genitore adottivo è un po' un'altra cosa dall'essere un genitore tout-court ed è giusto che la selezione sia rigida e sensata. E' infine giusto, per il loro bene, che i bambini che loro malgrado devono essere adottati, abbiano il meglio. Questo meglio talvolta viene sotto forma di due babbi, due mamme, di un babbo solo o di una mamma sola e non soltanto da chi ha firmato un foglio che per ora in Italia è riservato solo a pochi fortunati.

Buona Pride march a tutti i Londinesi, noi saremo insieme con le altre famiglie. Adesso che anche la madre della famiglia di nascita mi ha visto, la mia faccia ce la posso mettere.

Let's "come out every day", non soltanto oggi.




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