la cosa bella

L'altro babbo legge sui vari libri le tecniche educative e me ne parla, io metto in pratica quel che mi ricordo. La sera io non ho la sua forza e costanza di mettermi a leggere su quello che dovremmo fare per migliorarci.

Oggi sul treno, al ritorno da un pomeriggio fuori porta, Lapo non faceva altro che salire e scendere dal sedile, lanciando urletti di tanto in tanto e sopratutto facendomi delle pernacchie. Io ho provato diverse volte a calmarlo e a spiegargli che la scelta spettava a lui "se stai seduto tranquillo, va tutto bene. Se continui a comportarti cosi' (e spiegazione del cosa), allora stasera non puoi sedere sul tuo seggiolone verde". Il seggiolone verde e' la cosa a lui piu' preziosa, suo fratello non lo puo' usare. Ha continuato a fare il cretinetti e immancabilmente perso il seggiolone verde.

Nel frattempo, Neri ci stupiva con una lezione da manuale, spiegandoci che suo fratello in quel momento si sentiva "tutto confuso dentro la pancia" e che "stava facendo cosi' per attrarre attenzione". Esattamente quello che si legge su qualunque libro sulle adozioni, peccato che lui non sappia ancora leggere granche'.

Anche Neri ci ha dato il suo filo da torcere questa settimana. Mercoledi' sera e' venuta a casa nostra la terapeuta per il corso di "genitorialita' terapeutica" a cui abbiamo acconsentito per sincerarci di fare tutto il possibile per aiutarli. Prima che arrivasse avevamo spiegato che questa signora veniva per aiutarci a essere babbi migliori.

Come ogni sera, Neri e Lapo erano gia' a letto quando lei e' arrivata. Neri pero' e' rimasto sveglio a controllare e ha iniziato a chiamarmi in camera sua ogni dieci minuti. Alla fine ho dovuto abbandonare la sessione in salotto e rimanere in camera sua. Durante una lunga chiacchierata Neri mi ha raccontato tutti i dettagli della notte del loro allontamento dalla famiglia biologica. Anche se e' tranquillo nel parlare, non ci vuole una laurea per capire che sta rivivendo tutto, dolorosamente . Si e' addormentato nel momento esatto in cui la terapeuta se ne e' andata.

Il giorno dopo e' stato un disastro. Sembrava di essere tornati ai primi giorni in cui tutto era un "no!", "stupido" "ti odio" e cosi' via. Alle sei di sera, dopo averli sfamati, ho spedito il compagno di classe a casa e li ho messi subito a letto per evitare un esaurimento nervoso. Venerdi' a scuola, comportamento simile. La maestra mi ha fermato all'uscita con i nervi a fior di pelle, "disperata" alla maniera inglese perche' non sapeva piu' che pesci pigliare.

Il gioco del salame e' la mia interpretazione di una delle tecniche che ci hanno insegnato. Finito il bagno, li avvolgo in un asciugamano stretti stretti e gli dico che sono dei salami e che me li mangero'. La chiave non sta tanto nel fatto che io finga di mordere un braccio o un piede, come pensano loro, ma che l'asciugamano li stringa forte. Serve ad aiutarli a rivivere la sensazione di quando da poppanti venivano stretti forte, allattati e qualcuno si prendeva cura di loro. Le braccia e le gambe sono bloccate, sono delle mummie completamente nelle mie mani. E' in momenti come questi che vediamo la "regressione" a un eta' ben inferiore a quella anagrafica. Spesso mi ritrovo a cullare un cinque-enne che si crogiola nelle mie braccia come un bimbo di pochi mesi. Ed e' in momenti come questo che spesso affiorano i pensieri piu' nascosti.

Venerdi' sera, bagno e salame. Appena seduto sul letto, Neri fra le mie braccia mi chiede "quando torna la signora che viene a giudicare se siete dei buoni babbi?". Ossignore! Ecco dove era il problema! "No Neri, non viene a giudicare se siamo dei buoni babbi, lei lo sa gia', viene solo per aiutarci a migliorare. Voi da qua non andrete mai via, nessuno vi mandera' mai piu' via da noi. Fra qualche settimana faremo tutti i fogli cosi' che non venga mai piu' nemmeno un'assistente sociale a trovarci, se non per farci un saluto". Sembrava soddisfatto delle risposte ed e' andato a letto piu' o meno rilassato. Sabato e Domenica la maggior parte delle bizze erano di nuovo quelle che ci si aspetterebbe da un cinque-enne.

Ogni sera a cena facciamo anche un altro gioco. A turno dobbiamo dire quale e' stato il momento migliore della nostra giornata. Devo chiedere lumi all'altro babbo, ma da quel che ho capito serve a focalizzare l'attenzione sui ricordi piacevoli.
Per entrambi i babbi oggi e' stato quando abbiamo ballato tutti insieme in cucina le canzoni italiane. Neri e Lapo si sono subito innamorati di "Cicale" e del "Ballo del qua qua!".

Non posso dirlo perche' rischierei che smettessero per ripicca, ma spesso il mio momento preferito e' quando Neri a tavola mi accarezza l'avambraccio, mi bacia la mano e poi se la mette intorno mentre mangia per ringraziarmi di qualcosa che ho preparato da mangiare. Oppure quando Lapo camminando mano nella mano per strada me la bacia "che cosi' mi fara' felice".

Ed esige che glielo dimostri con un sorriso, altrimenti son botte.





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