ti odio

Immancabile, è arrivato.

L'altra mattina arrivati a casa abbiamo preso Neri e Lapo e gli abbiamo detto che eravamo molto contenti di come si erano comportati il giorno prima. Rispondendo a una domanda di Neri, aggiungo che non li prendiamo a vivere con noi perchè si comportano bene, ma che eravamo ancora più contenti quando lo fanno. Gli vorremo bene anche quando non avranno il migliore comportamento ma che li vogliamo a vivere con noi perché faranno sempre del loro meglio. Come ogni volta che diciamo qualcosa di importante che li interessa ma li spiazza, il discorso cade lì.

Più tardi usciamo di casa e andiamo sulla spiaggia. Fra una chiacchierata e l'altra, un "sei il babbo migliore del mondo, ti voglio bene" sulla stessa riga dei giorni precedenti. Quando viene il momento di ritirare il filo dell'aquilone sul rocchetto, Neri parte con la risposta a cui ci siamo già abituati del "sono stanco!!". Gli do una mano a rimettere il filo, ma gliene faccio fare quasi la metà. Ogni volta che ha difficoltà a fare qualcosa, tutto ad un tratto è "stanco".

Andiamo alla piscina con le barchette a motore. Avevamo fatto grandi piani sulle coppie (io e Lapo e Neri e Babbo) e sul colore delle barche di ciascuno. Siamo riusciti ad aspettare l'apertura sulla panchina per venti lunghissimi minuti senza grandi drammi, aiutati da una mela. Finalmente la giostra apre e possiamo dare inizio ad un noiosissimo giro di una piscina rettangolare a poco più di 5 km/h. Dopo due giri io ero a posto e espello Lapo dalla scomodissima barchetta per metterlo una di quelle giostre come si trovavano fuori dai supermercati mentre Neri e Babbo finiscono il giro in barca. Scatto delle foto di Neri sorridente con le mani sul timone che mi avrebbero rassicurato più tardi.

Ci incamminiamo verso il molo, dove è attraccata la nave dei pirati. "Andiamo sulla nave dei pirati?" chiede Neri "no dai oggi abbiamo già fatto abbastanza, magari domani". "Ma domani c'è anche Laura! (la mamma affidataria)". Tutto allora diventa più chiaro: Dad sta diventando il complice con cui fare quello che si vuole fare, ma che non si dovrebbe/potrebbe. Altra voragine dentro di me: voglio veramente rovinare la prima giornata con i nostri figli oppure voglio iniziare ad educarli ad avere pazienza e saper godere delle cose che hanno? L'educazione austro-ungarica impartitami prende immediatamente il sopravvento prima ancora che riesca a risolvere il dilemma. "Si può fare una sola cosa speciale al giorno". Silenzio."Ieri abbiamo visto le palline di plastica nel negozio del gelato, Dad me ne compri una per favore?". "No Neri, adesso dobbiamo mangiare, dopo vediamo". "Ma Daaad, per favore!!!!" iniziando a piagnucolare "No Neri, non adesso hai già avuto la tua girata sulle barchette oggi". "Ma non mi sono nemmeno divertito, è stata una giornata brutta e... Ti odio!". Silenzio. Bimbo che piagnucola mentre cammina, genitore neofita in evidente stato convulsionale interiore. Ripensando a quanto mi ero annoiato sulle barchette, al punto da scendere dopo due giri, propongo un armistizio. "Dopo pranzo, pallina di plastica con gioco dentro o gelato, tua la scelta".

Usciti dal "ristorante", un posto che abbiamo scoperto poi aver rimpiazzato un McDonald's in perdita (e ci siamo capiti), per Neri qualunque strada scegliessi era troppo lunga per arrivare al gelataio impallinatore. Entrambi abbiamo mantenuto la promessa e a Lapo è stato imposto lo stesso armistizio che ha più o meno accettato sotto forma del suo ghiacciolo preferito.

Tornati a casa, li abbiamo salutati e ce ne siamo andati a distrarci un po' e a fare il solito debriefing. In fondo in fondo siamo pur sempre due uomini d'affari.
Le convulsioni interiori non erano legate al sentirmi dire "ti odio", anzi quasi mi faceva piacere. Finalmente ho iniziato a vedere il vero Neri. Mi aveva dato più fastidio sentirmi dire "Dad ti voglio bene" e "Sei il migliore Dad del mondo", dopo poco più di ventiquattro ore da quando ci eravamo incontrati. Voleva solo comportarsi nel modo in cui si aspettava io desiderassi, per piacermi/ci.
Da allora ha iniziato a prendere un po' le distanze da me, probabilmente perchè non risce a capire la mia logica del "volergli bene in qualunque modo sia/qualunque cosa faccia" ma anche di "negargli ogni occasione di piacere immediato e momentaneo".

Il giorno dopo li torniamo a prendere per trascorrere ancora più tempo insieme. Mentre io preparo dei panini in cucina, Laura era uscita per fare delle commissioni, Babbo e Lapo disegnavano insieme e io facevo la spola fra il tavolo e la cucina per controllare il progresso di Neri. La sera prima Neri aveva appicciato degli adesivi su un cartoncino che rappresentava una strada, una ferrovia e delle colline. Laura me lo aveva rivenduto come un'opera di creatività artistica innata e quindi io ho rilanciato proponendo a Neri di disegnare la stessa cosa su un foglio di carta. Dopo qualche "non mi risce" ho capito che in realtà voleva che lo facessimo insieme, e così l'ho aiutato.

Dopo pranzo, siccome il tempo non era dei migliori, siamo andati in un posto che ci aveva consigliato Laura e che lei aveva già annunciato ai bambini, quindi non potevamo cambiare piano. Mentre ci preparavamo per uscire di casa, viene fuori che l'ultima volta che ci erano stati era per il compleanno di Lapo, cronologicamente prima della decisione del giudice sulla loro adottabilità (leggi: non tornate a casa dei genitori biologici) e con nientepopodimeno che la nonna biologica. Grazie Laura, questo sì che sarà un pomeriggio facile. Come noi, i bambini associano i ricordi a sensazioni e sentimenti, moltiplicato cento.

In macchina tutto sembrava andare per il meglio, io gli chiedevo se gli piaceva andare nella Nostra macchina, sottolineando che era anche la loro. Ci raccontano che la sera prima avevano sentito parlare di Londra alla TV, ma non sapevano bene come mai. Londra era sempre più presente nei loro pensieri perchè sapevano che il giorno dopo sarebbero andati in questo posto lontano e sconosciuto.

Dentro questo piccolo parco divertimenti al chiuso, corrono come due scimmiette su e giù da queste costruzioni, scivoli etc. Neri vede un distributore di palline e alla velocità della luce parte "Daaaad, posso avere la pallina per favore?". "No Neri come ti ho detto prima, la pallina la puoi avere quando sei coraggioso e vai dal dentista". Tre due uno, sirena raid aereo. "La tua macchina è stupida". Io impassibile. "Io voglio la pallinaaaaaa". "No Neri, la pallina l'hai avuta ieri, non puoi averla tutti i giorni". Un lunghissimo pianto disperato e altre cose troppo private per raccontarle qua.

Lo lascio piangere, si sfoga, lo abbraccio per consolarlo. "Lo so, è duro lasciar andare, ti capisco". La pallina c'entrava poco, era solo il pretesto o io almeno così credo. Mi chiede una caramella e gli dico che la vado a prendere in macchina. Era un po' deluso che la caramella non veniva dal negozio luccicante. Corre da Babbo e gli dice che non gli volevo comprare la caramella, scopro dopo.
Gli do dell'acqua e poi la caramella promessa, nonostante quei denti avrebbero bisogno di tutt'altro che altro zucchero. Pace fatta, più o meno.

Ieri poi l'arrivo a Londra. Gli piace la casa, ma presto ricomincia il Neri scalmanato che dà tutto per scontato e urla nonostante i richiami. A cena mi ricorda il contratto "pallina per dentista" e io colgo l'occasione per dirgli che con Babbo avevamo deciso in macchina che d'ora in poi gli daremo una paghetta settimanale con cui dovranno comprare le palline, i giornalini e i giocattoli più costosi che vogliono. Se comprano troppe palline, poi non avranno abbastanza soldi per comprare il personaggio degli Octonauts che manca alla collezione che annovera numerosi doppioni.

Dopo che escono di casa ci imbattiamo nei vicini che avevano saputo che erano in visita e si congratulano con noi, ma mi vedono meno felice di quanto si aspetterebbero.
Svuoto il sacco, è evidente a tutti che avevo bisogno di sfogarmi.

Mi aiuta andare al pub con Babbo e incontrare un perfetto sconosciuto con cui, alla perfetta maniera Londinese, iniziamo a parlare delle nostre vite. Per la prima volta da mesi non tiro fuori che stiamo adottando ed ho una serata libera da me stesso, parlando più di lui. Di qui a poco lascerà Londra per andare a vivere in una città più piccola del sud dell'Inghilterra dove la gente sarà più amichevole, troverà l'uomo della sua vita, smetterà di fumare. Bournemouth cambierà tutto.

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