per una conchiglia di pasta


Sono quasi tre settimane da quando sono venuti a casa e anche se le cose stanno migliorando di giorno in giorno, siamo ancora lontani da un equilibrio. Quando parliamo con altri genitori adottivi, ci dicono che e' tutto normale, sono i comportamenti tipici dei bambini che hanno problemi di "attaccamento" (attachment). Quando parliamo con genitori non adottivi, ci dicono che sono problemi normali per i bambini di questa eta'. Insomma, a sentire gli altri va tutto come deve andare.

I primi giorni sono stati durissimi. Tutto era un "no!" oppure "vattene via, non ti voglio!". Non che non ci siano piu' momenti cosi', ma sono meno frequenti. Abbiamo imparato a prevedere il loro pensiero e il loro comportamento, sono abitudinari anche nelle bizze. Grazie a regole ferree e un tono della voce serio quando il momento lo richiede, le parolacce (stupido, popo') che ci siamo beccati i primi giorni sono una cosa del passato. Adesso stiamo lavorando sulle linguacce di Lapo, piano piano ci arriveremo.

In almeno in un paio di occasioni ho pensato seriamente di lasciar perdere, tanta era la rabbia che ci scagliavano addosso. Poi pero' mi sono reso conto che quando sono arrabbiati non sono loro a parlare. Spesso e volentieri ci spingono via solo per provare se veramente gli vogliamo bene come diciamo ed abbiamo la pazienza di aspettare la fine della bizza

Se si comportano bene o fanno qualcosa "da bravi bambini" guadagnano una conchiglia di pasta da mettere in un barattolo di vetro con il loro nome. Se dicono parolacce (stupido, popo') o fanno una pernacchia ne perdono una. Il gioco funziona fintanto vedono che le conchiglie di pasta nel barattolo di vetro crescono e oggi finalmente hanno avuto il loro primo premio: i mostri mangiapreoccupazioni! (Sorgenfresser). Se hanno una preoccupazione di cui non sanno con chi parlare, la possono scrivere su un fogliolino e darla da mangiare al Sorgenfresser (Enno e Biff rispettivamente per Neri e Lapo) che se ne prendera' cura.

Stamattina Neri mi ha urlato sulle scale di andarmene via da casa (mia) oppure di mandare via lui. Gli ho detto che non ci pensavo nemmeno per sogno, a nessuno dei due.
Stasera e' venuto a sedersi sopra di me in cucina e mentre mangiava una fetta del mio pane, mi ha detto che non vuole che io vada via e nemmeno che mandi via lui.

Lapo ha dato da mangiare al suo Biff, dopo aver scarabocchiato qualcosa su un foglio.

E' dura, durissima, ma ce la faremo.



 

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