la mamma gravida

So che ad alcuni non piace quando uso l'aggettivo "gravida" nel parlare corrente. Forse perche' e' troppo associato al mondo animale, forse per quel perbenismo del si fa ma non si dice secondo cui una donna al massimo "aspetta un bambino". Manco fosse alla fermata dell'autobus per nove mesi. Se invece dico incinta, mentalmente ci attacco subito "senese", perche' per me la cinta e' quella senese, e qui chiudiamo il cerchio.

Anche noi aspettiamo un bambino. La nostra pero' e' una gravidanza ad inizio incerto e durata variabile. Ogni tanto mi chiedo se in questo momento la mamma biologica e' gravida, oppure se oggi e' il compleanno di uno dei nostri figli. Poi mi fermo, perche' fino a che non conosceremo i fatti, non voglio immaginare le difficolta' incontro a cui i nostri futuri figli stanno andando incontro in questo momento.

Qualche giorno fa di nuovo sui giornali la storia di un altro bimbo che e' morto dopo essere stato abbandonato a se stesso. Il fratello piu' grande ha raccontato durante il processo alla madre che ricorda di aver visto il piccolo nella culla mangiare le sue stesse feci dal pannolino.Nessuno lo aveva cambiato e men che mai si era preoccupato di dargli da mangiare.

La mamma gravida e' la mamma biologica, e noi non vogliamo cancellarla. Qua da noi, i servizi sociali incoraggiano tutte le famiglie adottive a fare almeno tre cose: raccontare ai bambini fin da piccoli che sono adottati, mantenere un contatto con la famiglia biologica tramite il servizio di casella postale gestito dagli assistenti sociali e costruire via via il libro del loro percorso di vita.

Ci dicono che all'inizio i bambini non sanno nemmeno cosa voglia dire la parola adottati, ma quando lo capiscono non la vivono con il terrore dell'ignominia a cui siamo stati abituati noi quando crescevamo. Abbiamo sentito storie di alcuni che dicevano ai loro amichetti "no tu non puoi venire al pic nic domani perche' e' speciale per noi che siamo adottati, e tu non lo sei". Ta-tta-terro-ta-tta-ta'. Essere adottati non e' una colpa e basta parlare dei fatti che hanno caratterizzato la loro adozione per tranquillizzarli. Senza troppo entrare nei dettagli fino a che non sono abbastanza grandi da contestualizzarli.

Per questo aiuta avere il  libro del percorso di vita, su cui si attaccano le foto dei genitori biologici, le lettere che possono avergli scritto, la foto dei genitori affidatari con cui hanno vissuto e poi le foto dei due babbi e tutto quello che abbiamo fatto e pensato mentre li aspettavamo. E ogni tanto la sera prima di andare a dormire si ritira fuori il libro e lo si sfoglia insieme. Una sera la mamma biologica, una sera la storia della Principessa sul pisello. Questo li aiuta a vivere senza colpe per il distacco che c'e' stato e capire che la mamma biologica non per forza e' una principessa in un paese lontano, ma e' quella li' nella foto.

La casella postale aiuta a mantenere il contatto negli anni. Se i due babbi lo vorranno, a meno che non sia imposto dal giudice nella sentenza di adozione, la famiglia biologica potra' scrivere lettere e mandare foto. I due babbi poi decideranno se e' il caso di farle leggere, se e' il caso di mandare una foto all'anno per mostrare come crescono i bambini. Le assistenti sociali incoraggiano questa comunicazione, ma poi sta ai nuovi genitori decidere se e quanto usufruirne. Quando saranno maggiorenni avranno diritto di ricevere tutta la corrispondenza, anche quella che i genitori adottivi hanno deciso di lasciare li' e non recapitare. A volte le caselle postali rimangono vuote, e anche questo va gestito anche da grandi.

Piano piano con il tempo si puo' anche decidere che la famiglia biologica possa passare un po' di tempo con i bambini, ma tutto dipende da quanto i bambini lo vogliano e dai casi specifici. Il tutto viene fatto in presenza degli assistenti sociali e in luoghi protetti in modo da evitare brutte storie. Io e l'altro babbo siamo d'accordo anche su questo: mantenere il contatto via lettera, ma non accettare i regali con regolarita'. Magari per le occasioni speciali, ma insomma vedremo.

Insomma cara mamma gravida, qualunque sia il motivo per cui un giudice decidera' che i bambini siano dati a noi, non scomparirai dalla loro vita. Questo lo facciamo piu' per loro che per te, ma spero ti aiuti.

A casa nostra un babbo cucina e mette il cibo in tavolo e l'altro sparecchia e mette a posto, e il giorno dopo viceversa. Non capisco perche' ancora una volta e' necessario spiegare che le famiglie bilanciate aiutano tutti a vivere meglio. Questo insegneremo ai nostri figli cosi' che se da grandi vorranno vivere, come speriamo, con una donna al loro fianco la trattino con il rispetto di una loro pari. Femminista dentro? No. Uomo.

Sono arrivati i libri che ho ordinato. Oggi leggo, promesso.









Commenti

  1. I hadn't thought about your wait to adopt as a pregnancy, but I guess that must have been how it felt in a way. With more stress than a pregnancy I would imagine.

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